La “democrazia” dei pupari e dei pupi

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

con l’intervista pubblicata da il Fatto Quotidiano sabato 11 maggio 2019 il gran maestro della Gran Loggia d’Italia, Antonio Binni, fa capire che i massoni la politica la fanno e la fanno in modo trasversale, collocandosi nei partiti: dai fascioleghisti di Salvini, ai forzisti di Berlusconi e ai piddini di Zingaretti. In sostanza la massoneria è come il puparo e i politici sono i pupi nel teatro delle marionette.

La Gran Loggia d’Italia, la seconda obbedienza massonica del nostro paese – la prima è il Grande Oriente d’Italia – ha 600 logge e 9.000 iscritti e stando alle parole del gran maestro è l’organizzazione che attualmente fornisce le idee ai politici e che in precedenza ha plasmato e guidato il nostro paese. Sono certo che anche l’altra obbedienza, il Grande Oriente d’Italia, con le sue 860 logge e i suoi 23 mila iscritti dichiarati, svolga lo stesso ruolo.

Inoltre il gran maestro Antonio Binni, noto avvocato residente a Bologna, nato il 17 gennaio 1937 a Modena, si muove, come tutti i massoni, su scala internazionale e assieme all’Unione massonica del Mediterraneo “propongono” soluzioni politiche di un certo tipo che passeranno al Parlamento europeo. Ovviamente le “soluzioni di un certo tipo” le proporranno a tutti i loro politici massoni inseriti in tutte le formazioni prima descritte, così saranno certi che quelle proposte passeranno sia a livello europeo che nazionale. E così faranno le altre massonerie europee.

Ma questo modo di far politica come si concilia con la democrazia e la conseguente trasparenza?

Va inoltre ricordato che per i massoni la proprietà privata in tutte le sue varianti apparse, nel corso dell’evoluzione umana, è sacra e quindi tutte le proposte che la mettono in discussione, come gli articoli 41, 42 e 43 della nostra Costituzione, vanno respinte.

Continuando il ragionamento notiamo che la massoneria, mettendo tra i suoi dogmi la proprietà privata, non è in linea con i fondamenti della nostra Costituzione dove al primo posto, articolo 3, ci sono le persone messe nella condizione di assoluta eguaglianza. E se la massoneria non è in linea con la Costituzione perché la si lascia agire come puparo?

Saluti comunisti

Il gran maestro della Gran Loggia d’Italia Binni: “Abbasso la democrazia diretta. Stimo Tajani, incontrerò Salvini”

Il gran maestro della Gran Loggia d’Italia e la trasparenza che vuole la politica: “Non ci spaventa. I massoni non temono niente”

di Carlo Tecce | 11 Maggio 2019

Il gran maestro Antonio Binni, accento bolognese, espressione bonaria, avvocato classe ’37, irrigidisce la mascella e socchiude gli occhi: “Non mi piace il termine paura: a noi massoni non ci fa paura niente. La politica non ci spaventa”. Binni è il capo della Gran Loggia d’Italia degli Alam, antichi, liberi, accettati, muratori. È un’obbedienza di rito scozzese: sede a palazzo Vitelleschi a Roma, 23 immobili di proprietà, 600 logge, 9.000 iscritti.

I massoni governano ancora l’Italia?

Un tempo, l’abbiamo plasmata e guidata con una splendida classe dirigente, adesso la studiamo, ci sentiamo scienziati, ci limitiamo ai suggerimenti. Il nostro ruolo in politica è indiretto, la influenziamo con le idee.

E varcate i confini, suggerite pure in Europa oppure è un’illusione?

Per la nostra obbedienza è un momento felice. Abbiamo ricevuto in marzo l’Unione massonica del Mediterraneo e abbiamo proposto soluzioni di un certo tipo che passeranno al Parlamento europeo: la rappresentanza va rafforzata e va combattuta la democrazia cosiddetta diretta perché si dà voce a una folla di persone che, per definizione, non hanno competenze specifiche per trattare materie delicate.

E che soluzioni ha Binni per le materie delicate dell’Europa?

Più poteri al Parlamento europeo, politica estera comunitaria, così come l’esercito e la difesa. E per tornare in Italia, noi siamo contrari a una riduzione degli eletti con la scusa dei soldi risparmiati.

Chi sono i vostri riferimenti in politica?

Non abbiamo preferenze, escluso chi ci attacca.

I Cinque Stelle e Claudio Fava chiedono trasparenza e la dichiarazione di appartenenza a una loggia per gli eletti.

Noi ci difendiamo ovunque, a partire dai tribunali amministrativi, perché ci opponiamo a leggi liberticide. E vinciamo, tranquilli.

Però la segretezza massonica ha prodotto l’eversione piduista, accolto la criminalità organizzata, generato scandali, malaffare, misteri.

I nostri elenchi sono a disposizione dei magistrati per le circostanze giudiziarie, ma noi siamo un corpo intermedio – come i sindacati – e la politica vuole colpirci. Io l’ho detto a Rosy Bindi, ex presidente della Commissione Antimafia: la massoneria è un concetto astratto, le obbedienze sono tre: noi, la Femminile e il Grande Oriente d’Italia, gli altri sono spuri. Va pensata una legge per norme chiare, per evitare abusi. Se quattro mascalzoni fanno un’associazione e si definiscono massoni, noi che c’entriamo? Non va confuso un fratello con un delinquente.

Chi vi ascolta in politica?

Non ci sono contatti con i Cinque Stelle per i succitati motivi, ma da sempre c’è sintonia con i liberali, come Forza Italia, il Partito democratico, la Lega di Salvini. Pochi giorni fa ho chiesto un incontro al ministro dell’Interno e mi aspetto una risposta positiva.

Un politico che stima?

Mi piace Antonio Tajani, un uomo capace e perbene che è riuscito ad assumere il prestigioso incarico di presidente del Parlamento europeo.

Chi sono i vostri fratelli?

Noi siamo anime inquiete e curiose, seguiamo i nostri riti e decifriamo il mondo, così anche i giovani sono attratti. Abbiamo tanti studenti universitari, oltre a medici, docenti, avvocati, funzionari pubblici, imprenditori privati con grossi fatturati, gente che per un’iniziativa di solidarietà offre 10.000 euro, mica monetine.

Relazioni e potere, e poi perché si diventa massoni?

Semplice: per stare assieme. Il nostro motto è libertà, uguaglianza, fratellanza. Le prime due regole possono essere imposte con la legge, l’ultima no. È il nostro compito principale: divulgare e praticare la fratellanza, aiutarsi e aiutare.

La “democrazia” dei pupari e dei pupiultima modifica: 2019-05-14T05:34:41+02:00da iskra2010
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