Il fascismo nascosto nella riforma della Costituzione dei Cinque Stelle e della Lega, di cui nessuno parla

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Paola Baiocchi

Propagandata dai Cinque Stelle, che l’hanno fortemente voluta, in nome della riduzione dei costi della politica, sta procedendo speditamente l’ennesima riforma della Costituzione italiana, nel totale disinteresse dei media e dei cittadini, distratti per lo più dalle disumane operazioni contro gli sbarchi dei profughi, e nella colpevole assenza di mobilitazione delle forze sociali e politiche che non portano la discussione su tutto il territorio nazionale.

La proposta di riduzione da 945 a 600 (- 36,8%) del numero dei parlamentari (400 alla Camera e 200 al Senato) prevede infatti che venga modificata la Costituzione e l’iter potrebbe svolgersi tutto a livello parlamentare senza ricorrere alla consultazione referendaria, così come è già successo per l’introduzione del pareggio di bilancio nella nostra Carta.

Infatti il 10 maggio la Camera ha già approvato in prima lettura la legge di riforma costituzionale, mentre l’11 luglio il Senato con la maggioranza assoluta dei suoi componenti (180 favorevoli e 50 contrari) ha approvato in seconda deliberazione il disegno di legge costituzionale n.214-515-805-B, contenente modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei parlamentari. Il provvedimento tornerà a Montecitorio per la seconda deliberazione della Camera.

Senza parlare di ridurre i compensi dei parlamentari, viene lanciata una fasulla “riduzione dei costi della politica” che in realtà è una diminuzione della rappresentanza, che nasconde molti rischi.

Dal 1918 il numero dei parlamentari è sempre andato crescendo e ha registrato una flessione solo in occasione dei due plebisciti indetti dal regime fascista in sostituzione delle elezioni del 1929 e del 1934: mentre il Senato era di nomina regia, gli italiani dovettero esprimere un sì o un no (con i manganellatori ai seggi) su un’unica lista di 400 parlamentari, scelti dal Gran Consiglio del fascismo. 400, esattamente il numero di deputati previsto dalla riforma dei Cinque Stelle.

La riduzione del numero dei parlamentari porterebbe l’Italia da paese con la più alta vicinanza tra numero di cittadini e rappresentanti (1:96.000) ad essere uno degli Stati con il peggior rapporto tra il singolo parlamentare e la popolazione di riferimento (1:151.000), mentre nel Regno Unito il rapporto è 1:101.000; in Olanda 1:114.000; in Francia 1:116.000; in Germania 1:116.000; in Spagna 1:133.000.

Questa sottrazione di democrazia amplifica l’effetto del maggioritario che esclude i partiti più piccoli dalla rappresentanza e può consegnare l’intero Parlamento a una minoranza, a un solo partito, per esempio la Lega che vanta un 35% di consensi, ma in realtà è votata da circa il 18% del corpo elettorale, dato che più del 47% degli aventi diritto si rifiuta di andare a votare.

Questa è la riedizione in camicia verde a cinque stelle del fascismo.

Per questa ragione noi invitiamo i sinceri democratici e le forze sociali a uscire da questa stupida passività per discutere di una grande mobilitazione per ripristinare la Costituzione del 1948 e riconquistare le libertà e i diritti che ci hanno sottratto in modo golpista.

Il fascismo nascosto nella riforma della Costituzione dei Cinque Stelle e della Lega, di cui nessuno parlaultima modifica: 2019-08-02T06:10:01+02:00da iskra2010
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