Londra paradiso fiscale con la Brexit

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Paola Baiocchi e Andrea Montella

Carissime compagne e compagni,

mancano pochi giorni al divorzio ufficiale del 31 gennaio tra Regno Unito ed Europa, ci chiediamo quali sono le reali intenzioni degli speculatori seduti nei banchi del Parlamento britannico, creatori della brexit e artefici delle politiche di evasione fiscale e antiproletarie in Europa.

Accentuare le caratteristiche già esistenti di paradiso fiscale e finanziario che il sistema Inghilterra e i suoi paesi satelliti del Commonwealth rivestono, diventando una Singapore europea con un metodo di arricchimento che riporta in auge la loro vecchia pirateria.

A conferma di questo troviamo tra i principali finanziatori e sostenitori di Boris Johnson speculatori indiani, malesi e cinesi di Hong Kong, proprio i famosi “ribelli” tanto impegnati da mesi nella rivolta anticomunista. Questo sostegno economico si vede bene nel film televisivo Brexit: The Uncivil War, che è andato in onda in Gran Bretagna e negli Usa nel 2019 (in Italia è noleggiabile o acquistabile in dvd) dove viene spiegato anche il meccanismo fraudolento con cui la brexit è arrivata a vincere il referendum del 2016 attraverso la manipolazione di informazioni raccolte da Facebook e arrivate in possesso di Cambridge Analytica, di cui era vicepresidente l’ultra reazionario Steve Bannon, usato nelle campagne elettorali da tutti i sovranisti, da Trump a Salvini (1).

Per capire quanto i paradisi fiscali incidano sul reperimento di risorse da parte dello Stato italiano si può leggere lo studio The Missing Profits of Nations dei tre ricercatori Thomas R. Tørsløv, Ludvig S. Wier, e Gabriel Zucman (2): l’Olanda sottrae all’Italia ogni anno circa 1 miliardo di entrate. L’Irlanda quasi 3 miliardi, il Lussemburgo 1,5; vanno poi calcolate le sottrazioni da parte di paesi come il Belgio (dove hanno sede la Nato e l’Ue), Malta e Cipro che portano il totale della fuga di risorse a sei miliardi di euro l’anno.

Proprio quei paesi che favoriscono l’evasione fiscale sono quelli più severi sui conti pubblici italiani e, godendo dei vantaggi economici di questi furti, hanno più voce in capitolo all’interno di un’Europa delle banche che no rappresenta i proletari.

E’ evidente che un’Europa fatta in questo modo è funzionale solo agli interessi dei massocapitalisti e alle loro logiche di competizione che danneggiano sistematicamente ogni ipotesi di sviluppo egualitario.

I partiti oggi seduti nel Parlamento sono delle lobby che rappresentano solo questi interessi, mancando in Europa una vera opposizione politica e sociale che può essere rappresentata solo dai Partiti comunisti, gli unici che potrebbero rilanciare l’Eurocomunismo berlingueriano.

Saluti comunisti

Londra paradiso fiscale con la Brexitultima modifica: 2020-01-03T06:19:40+01:00da iskra2010
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