LA P1 E LA P2 VOGLIONO MARIO DRAGHI AL VERTICE DELLA SECONDA REPUBBLICA…

QUELLA ELABORATA E IMPOSTA DAI MASSOCAPITALISTI SULLO YACHT BRITANNIA DEI REALI D’INGHILTERRA

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

E’ partita sui media, da un po’ di tempo, la campagna di condizionamento delle menti del popolo italiano per imporre al vertice del potere della seconda e antidemocratico-maggioritaria Repubblica, Mario Draghi, uno dei distruttori della Prima, quella sociale nata dalla Resistenza antifascista.

Come mai tutti, compreso Mattarella, lo vogliono al vertice del nostro Paese o come primo ministro o addirittura come presidente della Repubblica?

Lo hanno chiamato in causa a “sinistra” Loredana De Petris di SeL-LeU; a destra Matteo Salvini della Lega, Pierferdinando Casini e Matteo Renzi di Italia Viva, Anna Maria Bernini di Forza Italia. Con simili trasversalità nasce spontaneo il dubbio che siano tutti fratelli di loggia a sostenerlo. Anche perché Mario Draghi – stando a quanto scritto in diversi libri, tra cui: Massoni società a responsabilità illimitata – La scoperta delle Ur-Lodges, di Gioele Magaldi (Chiarelettere 2014) e Fratelli d’Italia – Quanto conta la massoneria? di Ferruccio Pinotti (BUR 2007) – è un pezzo da novanta nel partito-chiesa internazionale dei capitalisti, la massoneria.

Nel libro di Gioele Magaldi a pagina 25 si afferma che Mario Draghi è membro di ben cinque Ur-Lodge: la Edmund Burke, la Three Eyes, la White Eagle, la Compass Star-Rose e la Pan-Europa. Mentre nel libro di Pinotti si afferma a pagina 388, per bocca di Florio Fiorini, che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta era uno degli uomini chiave per il finanziamento di tutti i partiti anticomunisti: “Secondo me Draghi è un terminale di finanza americana”.

Come dimenticare poi il ruolo svolto da Draghi, che in quel periodo era ai vertici del Ministero del Tesoro, il 2 giugno 1992, sullo yacht Britannia dei reali inglesi, nello svendere le aziende di Stato ai suoi fratelli dei loggia ai vertici di banche d’affari, multinazionali, assicurazioni e finanziarie. Sappiamo che non era solo in quei frangenti ma con Giovanni Bazoli dell’Ambroveneto, Riccardo Gallo dell’Iri, Antonio Pedone di Crediop, Gabriele Cagliari dell’Eni, che sotto la sua presidenza nel 1990 divenne la società italiana più profittevole, superando gli utili della Fiat, e nel 1991 divenne il terzo gruppo energetico europeo dopo Royal Dutch Shell e British Petroleum. Un fatto che non piaceva ai vertici del massocapitalismo. Gabriele Cagliari si è poi “suicidato in due tempi” il 20 luglio 1993 nel carcere di San Vittore a Milano dopo essere stato travolto da Tangentopoli.

Con i primi due sul Britannia c’erano anche il futuro ministro degli Esteri del governo Ciampi, Beniamino Andreatta con il suo allievo Romano Prodi. Inoltre c’erano i massimi vertici delle Assicurazioni Generali, della Banca Commerciale, della Società Autostrade, tutti a prendere ordini da JP Morgan, Citicorp, Bankers Trust, Barclays de Zoete Wedd (BZW), Goldman Sachs, Salomon Brothers, Merrill Lynch, tutti membri del Bilderberg Group che si muoveva e si muove sotto la regia dei Rothschild, degli Agnelli oggi Elkann-Rothschild e con i consigli di Heinz Alfred Kissinger, detto Henry. Tutti nemici giurati di Aldo Moro, Enrico Berlinguer, del compromesso storico e dell’eurocomunismo.

Quest’incontro marinaro o meglio piratesco, avveniva dopo che il 17 (*) febbraio 1992 era partita Tangentopoli, ma anche dieci giorni dopo la strage di Capaci e l’uccisione di Giovanni Falcone della moglie e degli uomini della scorta. Il 19 luglio 1992 venivano assassinati Paolo Borsellino e uomini e donne a sua protezione. Magistrati che avevano capito cosa realmente era in corso nel nostro Paese tra politica, finanza internazionale e mafia.

Sempre in quel periodo si svolgeva la trattativa Stato-mafia e nasceva la seconda Repubblica.

A pochi mesi da quell’incontro sul Britannia ci fu il famoso mercoledì nero del 16 settembre 1992 quando la lira italiana e la sterlina inglese furono costrette ad uscire dallo SME, in conseguenza di una speculazione finanziaria da cui ricavò profitto soprattutto il finanziere George Soros tramite il suo fondo Quantum. Soros vendette sterline allo scoperto per un equivalente di più di 10 miliardi di dollari e causò una perdita di valore della lira sul dollaro del 30%, guadagnando una cifra stimata attorno all’1,1 miliardi di dollari.

Tra gli italiani che trarranno i massimi benefici da quell’incontro sul Britannia c’è Mario Draghi, subito seguito da Romano Prodi, Beniamino Andreatta, Carlo Azeglio Ciampi, Giuliano Amato e Massimo D’Alema. Tutti al servizio del capitalismo finanziario angloamericano e che faranno carriere altisonanti nello Stato italiano. Tre di loro erano entrati nel Club Bilderberg, nella Trilateral Commission e in altre organizzazioni del massocapitalismo speculativo che aveva deciso di conquistare il nostro paese con l’appoggio di banche d’affari come la Goldman Sachs, che favorirà le carriere dei suoi dipendenti: Prodi e Draghi prima, Mario Monti in seguito.

Draghi viene chiamato da Guido Carli, ministro del Tesoro del Governo Andreotti VII a svolgere la funzione di Direttore Generale del Ministero del Tesoro, il suggerimento è di Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca governatore della Banca d’Italia. È stato poi confermato da tutti i governi successivi: Amato I, Ciampi, Berlusconi I, Dini, Prodi I, D’Alema I e II, Amato II e Berlusconi II. In questi anni è stato l’artefice delle privatizzazioni delle società partecipate in varia misura dallo Stato italiano. Insomma un uomo per tutti i governi, tutti filocapitalisti.

Non bisogna dimenticare che Draghi tra il 1984 e il 1990 è Direttore Esecutivo della Banca Mondiale, uno dei vertici della dittatura massocapitalista. Nel 1991 presiede il Comitato di gestione della SACE (Sezione speciale per l’Assicurazione del Credito all’Esportazione dell’Istituto Nazionale Assicurazioni), avviando la riforma dell’ente coinvolto nello scandalo dei finanziamenti facili. Nel 1998 Draghi ritorna al vertice della SACE, trasformata nei Servizi Assicurativi del Commercio Estero e vi rimane sino al 2001. SACE completerà la sua trasformazione venendo assorbita nel 2012 dalla privatizzata Cassa Depositi e Prestiti.

Da questa breve carrellata si evince che Mario Draghi è il massone di alto rango che ha attraversato indenne la fase più acuta del golpe fatto a tappe contro la nostra democrazia e la sua Costituzione. E’ uno dei vertici del passaggio dalla Prima alla seconda Repubblica, quella delle privatizzazioni, degli omicidi eccellenti, delle stragi, della fine dei Partiti costituenti e radicati sul territorio.

Quindi l’uomo giusto per coprire l’incarico di presidente della Banca centrale europea, la struttura che ha impedito alla nostra nazione di essere, nonostante siamo stati tra i fondatori, punto di riferimento della unificazione europea su basi politiche e sociali e non su logiche monetarie e d’impresa.

Se l’Europa è costantemente sotto il tallone di ferro dell’imperialismo angloamericano ed è controllata militarmente dalla loro NATO, lo dobbiamo a massoni come Draghi, fedeli esecutori dei bisogni strategici di quella esigua minoranza che possiede la maggior parte della ricchezza mondiale e che Oxfam dice che nel 2020 sarà composta da sole 11 persone.

Per queste ragioni noi comunisti siamo contrari all’ascesa di simili personaggi e diciamo che dobbiamo riconquistare la libertà perduta con una lotta di Liberazione 2.0 che sappia ridare a tutti i proletari del nostro Paese e del continente europeo la sovranità perduta, rilanciando l’idea e il programma dell’Eurocomunismo.

Saluti comunisti

(*) significato numero 17 nella cabala massonica:

http://www.iskrae.eu/wp-content/uploads/2017/12/0036-allegato-Massoneria-simboli-rosa-rossa-e-numeri-3-5-11-13-17-18-33.pdf

LA P1 E LA P2 VOGLIONO MARIO DRAGHI AL VERTICE DELLA SECONDA REPUBBLICA…ultima modifica: 2020-04-10T07:03:24+02:00da iskra2010
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