ALLA P1 DI ELKANN NON SERVE PIU’ IL GOVERNO DEL PRIMO MINISTRO CONTE

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P_C_I_*

di Andrea Montella

Lo avevamo anticipato il 10 aprile che la P1 e la P2 volevano Mario Draghi alla guida del paese. Un massone capace di creare le condizioni per provare a dare un altro pesante colpo alla Costituzione. A questo serve la ristrutturazione di Stampubblica.

Gli Elkann Rothschild Agnelli, padroni del gruppo multimediale GEDI, hanno deciso il cambio di passo dell’oca della politica italiana, iniziando da un profondo e reazionario cambiamento della libertà d’informazione sancita dalla nostra Costituzione, articolo 21. Tra l’altro sia la libertà d’informazione che la Costituzione, con l’estendersi della presenza dei massocapitalisti in politica e nei media sono state gravemente mutilate, infatti siamo al 43° posto nella classifica internazionale sulla libertà di stampa.

L’operazione Elkann-P1 è partita con la brutale rimozione del direttore de la Repubblica, Carlo Verdelli e con l’arrivo di Maurizio Molinari, un sionista, filocapitalista atlantico, viscerale anticomunista in linea con gli obiettivi degli Usa e Nato.

L’operazione tende a condizionare l’opinione pubblica tentando di fargli accettare in primis l’idea che tra profitto e salute delle persone deve prevalere l’interesse dei massocapitalisti e quindi il profitto. Dando in questo modo una spallata in senso reazionario alla nostra Costituzione che afferma: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Quindi compito dello Stato è quello di garantire il diritto alla salute, come diritto sociale fondamentale, che inoltre viene tutelato dall’articolo 2 della Costituzione che ribadisce che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”; articolo che è connesso al valore della dignità umana e al diritto ad un’esistenza degna, quindi rientra nel dettato dell’articolo 3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Per i proprietari di Stampubblica, questa genia di esportatori di capitali, la nostra Costituzione e i principi di eguaglianza in essa contenuti sono carta straccia.

L’operazione tenderà a creare un fronte con la P2 di Berlusconi per arrivare alla creazione di un polo che raggruppi tutta la destra momentaneamente moderata, che isoli Salvini, non più utile, favorendo l’ascesa del veneto Zaia, più abile e meno inviso alla maggioranza degli italiani. Insomma serve un uomo politico fornito di molta vaselina… Zaia c’è l’ha sino ai capelli.

Tutto questo lavorio serve quindi per creare le condizioni di un “governissimo” dove sono quasi tutti dentro e che sia diretto dal loro uomo, inserito in ben 5 Ur-Lodge, Mario Draghi.

Il PD del duo De Benedetti-Zingaretti è momentaneamente con il posteriore scoperto sul versante mediatico e rischia di vedersi scippare, oltre al famoso cameriere di Rignano, altri pezzi di partito.

Ma il massocapitalista Carlo De Benedetti sta lavorando per creare un altro giornale utile per controllare e incanalare anche verso i suoi interessi la base sempre più scontenta del PD.

Tutte queste manovre nascono per la paura che in Italia risorga una forte opposizione sociale e un vero Partito Comunista come fu quello di Enrico Berlinguer, che metta in discussione la loro seconda e antidemocratica Repubblica, nata sulle stragi degli anni Novanta e con la trattativa Stato-mafia in cui noi eravamo, anche se mal rappresentati lo Stato, ma loro erano ben rappresentati dalla mafia.

Per far comprendere al meglio di chi stiamo parlando e di cosa sono capaci ecco una pagina del libro Ipotesi di complotto? Le coincidenze significative tra le morti e le malattie dei segretari del PCI e l’attuale stato di salute dell’ItaliaCarmignani Editrice, che ho scritto con la mia compagna Paola:

“Ulteriori conferme del ruolo degli Agnelli e della Fiat nella lotta contro il PCI e nell’interferire nelle vicende di questo nostro martoriato paese, appaiono con estrema chiarezza nel libro Fratelli d’Italia di Ferruccio Pinotti (pagg. 340-341):

«Ma più di un analista ha parlato dei finanziamenti degli Agnelli al Gran Maestro Salvini e a esponenti della P2 di Gel­li. Su denuncia dell’ingegner Siniscalchi, il procuratore della Repubblica di Firenze, Giulio Catelani, aprì un’inchiesta sulla destinazione di 3.000 assegni emessi dall’azienda torinese fra il 1971 e il 1976 per un valore di 15 miliardi. Maria Cantames­sa, cassiera generale della Fiat, e Luciano Macchia, funzionario dell’Ifi (la finanziaria attraverso la quale gli Agnelli controllano la Fiat) – entrambi collegati a Edgardo Sogno – ammisero che i finanziamenti andarono alla massoneria, al fine di impedire l’unità sindacale».

Al vertice di questa politica anticomunista c’erano gli Agnelli, “animatori” senza obbligo di iscrizione della loggia Montecarlo, una formazione superiore alla P2 oggi chiamata Masonic Executive Committee, con le loro strutture politi­co-culturali: padroni de La Stampa e presenti nel Corriere del­la Sera, sono la famiglia che su mandato dei grandi banchieri internazionali, soprattutto i Lazard-André Meyer, inseriti nel superesclusivo Gruppo dei 17 (di cui fa parte anche Carlo De Benedetti, vedi “il Mondo” dell’11 maggio 1987), nel Bil­derberg e nella Trilateral Commission, aveva il compito di esercitare tutto il potere per impedire al PCI di andare al go­verno e modificare, quindi, gli assetti tra le classi nell’area del Mediterraneo, fondamentale nella più generale lotta al comu­nismo rappresentato dai paesi dell’Est Europa”.

Saluti comunisti

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ALLA P1 DI ELKANN NON SERVE PIU’ IL GOVERNO DEL PRIMO MINISTRO CONTEultima modifica: 2020-04-30T07:06:43+02:00da iskra2010
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