DA DOMANI SOLO PROPAGANDA FILOCAPITALISTA: L’OPERAZIONE STAMPUBBLICA

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P_C_I_*

DA DOMANI SOLO PROPAGANDA FILOCAPITALISTA:

L’OPERAZIONE STAMPUBBLICA

SERVE A PRIVARCI DELLA LIBERTA’ DI STAMPA E D’INFORMAZIONE INDICANDO A TUTTI I MEDIA LA VIA…

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

nell’epoca della crisi di sovrapproduzione del capitale i massocapitalisti lottano tra di loro, contro i proletari e si ristrutturano. Uno dei comparti più importanti che stanno ristrutturando e concentrando in pochissime mani è quello mediatico: in questa direzione vanno gli Elkann/Rothschild-Agnelli con l’operazione Stampubblica. Una politica che tende a controllare e a concentrare l’area della destra “moderata” che va dall’elettorato di Forza Italia (P2) e del M5S, passando all’interno del Pd e Italia Viva, sino a settori importanti della Lega, indebolendo in questo modo Salvini, consigliandolo a spostare la sua influenza verso posizioni ancora più reazionarie con l’intento di far nascere un vero polo fascista, sempre utile per gli intenti antiproletari dei massocapitalisti.

Questa operazione degli Elkann/Rothschild-Agnelli – che noi definiamo la P1 – viene riproposta su modello di quanto già realizzato con successo nel nostro Paese, quando hanno fatto nascere la Repubblica di Eugenio Scalfari e il Giornale di Indro Montanelli (*) e ha dato degli ottimi frutti per i padroni dagli anni Settanta sino a pochi giorni fa. Non è forse vero che costoro hanno ottenuto la scomparsa, dalla scena politica – usando anche la violenza – di Aldo Moro e del P.C.I. e messo la mordacchia ai sindacati CGIL, CISL e UIL?

Ma se i massocapitalisti lavorano sulla destra non possono certo lasciare scoperta l’area sociale che ha fatto per 70 anni riferimento ai comunisti, non si sa mai che sotto la pressione dei tagli sociali delle politiche di ristrutturazione capitalistica a qualcuno non venga in mente di ricostruire il Partito Comunista Italiano. Ecco allora che questo lavoro di rifinitura viene dato a Carlo De Benedetti, maestro massone, dal 18 marzo 1975, della loggia Cavour del Grande Oriente di Torino, brevetto numero 21272, che dalla sua residenza nei Caraibi ha deciso di far nascere un giornale di quella asinistra che nel momento in cui gli chiederai “ma a quando la rivoluzione?” ti risponderanno con assoluta certezza: Domani…

Saluti comunisti

(*) Ipotesi di complotto? Le coincidenze significative tra le morti e le malattie dei segretari del PCI e l’attuale stato di salute dell’ItaliaCarmignani Editrice

Al vertice di questa politica anticomunista c’erano gli Agnelli, “animatori” senza obbligo di iscrizione della loggia Montecarlo, una formazione superiore alla P2 oggi chiamata Masonic Executive Committee, con le loro strutture politi­co-culturali: padroni de La Stampa e presenti nel Corriere del­la Sera, sono la famiglia che su mandato dei grandi banchieri internazionali, soprattutto i Lazard-André Meyer, inseriti nel superesclusivo Gruppo dei 17 (di cui fa parte anche Carlo De Benedetti, vedi “il Mondo” dell’11 maggio 1987), nel Bil­derberg e nella Trilateral Commission, aveva il compito di esercitare tutto il potere per impedire al PCI di andare al go­verno e modificare, quindi, gli assetti tra le classi nell’area del Mediterraneo, fondamentale nella più generale lotta al comu­nismo rappresentato dai paesi dell’Est Europa.

Non far arrivare il PCI al governo rappresentava una fase di un progetto più vasto, che ne prevedeva la scomparsa: per far sparire il PCI c’è voluto il lavoro occulto della massoneria e in particolare della P2, con il suo Piano di rinascita democra­tica, scoperto il 17 marzo 1981 ma redatto in precedenza da Gelli, si presume nel 1976 con l’apporto di altri, in particolare Francesco Cosentino segretario generale della Camera dei de­putati e poi tessera P2 1618.

Il piano della loggia P2 è un progetto politico al servizio del grande capitale che segue le linee guida da loro tracciate di creare un sistema basato sul “bipartitismo perfetto” di stampo anglosassone, secondo le indicazioni del banchiere massone Raffaele Mattioli, ovvero l’introduzione del sistema maggio­ritario. E in un torrido luglio del 1975:

«Carlo De Benedetti, leader degli industriali piemontesi, pupillo dell’Avvocato ed ex compagno di scuola di Umberto, lanciò la “sfida imprenditoriale al Pci”. La tesi era suggestiva e partiva da un preciso presupposto. “Non sappiamo se credere più nel rinnovamento della dc o nel revisionismo del pci”, ave­va detto poco prima l’Avvocato interpretando il disorientamen­to che serpeggiava nell’armata industriale. La Confindustria, in­somma, prendeva ufficialmente le distanze dal mondo politico tradizionale, condannava in blocco la dc e prendeva atto che il “vuoto di potere” che si era determinato non poteva essere col­mato “dai logori schemi” in cui si muovevano gli alleati dello scudo crociato: i repubblicani e i socialisti. Di qui la conclusio­ne piuttosto suggestiva di De Benedetti: è tempo, scrisse, che gli industriali si pongano “come ispiratori di una politica econo­mica generale, di un consenso che vada ben oltre la sola classe imprenditoriale”. Ed ancora: è tempo che “leader riconosciuti del mondo imprenditoriale e manageriale siano corresponsabi­lizzati nella gestione vitale per la ricostruzione del Paese”».

La descrizione di questa strategia padronale si deve a Ce­sare Roccati e al suo libro Umberto & C. Gli anni caldi della Fiat (Vallecchi, 1977)...

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* tesi versione pdf

DA DOMANI SOLO PROPAGANDA FILOCAPITALISTA: L’OPERAZIONE STAMPUBBLICAultima modifica: 2020-05-13T07:25:10+02:00da iskra2010
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