LA DITTATURA MASSOCAPITALISTA COLPISCE ANCHE I FILM DI COSTA-GAVRAS

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

la crisi di sovrapproduzione del sistema massocapitalista rivela, giorno dopo giorno, la sua vera natura: la dittatura di classe.

Leggendo l’articolo sotto riportato crolla un altro mito del sistema in cui siamo immersi: la libertà di espressione. E’ stata impedita la circolazione in Germania e in Italia – patrie del nazismo e del fascismo – del film del regista greco Costa-Gavras Adults in the room (Adulti nella stanza).

Un film di denuncia politica perché racconta con dovizia di particolari come hanno fatto a imporre alla Grecia, all’epoca governata da Alexis Tsipras, le criminali misure economiche della Troika, che hanno portato il proletariato e la maggioranza del popolo greco a pagare un prezzo altissimo.

La situazione politica e sociale in Grecia, grazie a quegli accordi precipita, le misure hanno portato a conseguenze pesantissime sul piano dell’occupazione e della protezione sociale, con una forte crescita della povertà e un forte calo delle aspettative di vita. In Grecia per i massocapitalisti si deve campare di meno, grazie ai massonici governi del Nord Europa.

Il film racconta in modo estremamente documentato, grazie alle registrazioni fatte durante le riunioni dal ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis all’Eurogruppo, l’organo informale che riunisce i ministri delle Finanze dell’Eurozona.

Lo spirito che aleggia in Europa è ben rappresentato da Schäuble, ministro delle Finanze tedesco, che nel film dice: “Non si può permettere alle elezioni di cambiare le politiche economiche”. Al che Varoufakis risponde: “A che servono allora le elezioni?”.

Infatti sono anni che spieghiamo che in Europa e in tutto l’Occidente capitalistico, le elezioni sono una farsa grazie all’imbroglio introdotto con il sistema maggioritario o con i finti proporzionali con sbarramenti alla tedesca. Gli Schäuble, i Salvini, i Trump, i Johnson, i Berlusconi, la Meloni, gli Orban, la Merkel, i Conte, i Di Maio, ecc., spuntano come funghi avvelenati, mancando il giusto diserbante biologico, cioè il democratico sistema elettorale proporzionale puro.

Chi è Costa-Gavras?

L’ottantasettenne Costa-Gavras è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico greco naturalizzato francese, tra i più impegnati su temi politici e sociali.

Per darvi un’idea del suo lavoro riporto una parte della sua biografia tratta da Wikipedia:

Con Il 13º uomo (1967), ambientato durante la Seconda guerra mondiale in Francia, e principalmente con Z – L’orgia del potere (1969), in cui affronta il tema della Dittatura dei colonnelli in Grecia, si pone alla critica come un regista profondamente impegnato. Z vince l’Oscar come miglior film straniero. L’anno successivo esce La confessione (1970), con cui Costa-Gavras dipinge uno splendido affresco dei metodi repressivi della dittatura filosovietica che governava la Cecoslovacchia ai tempi della guerra fredda.

Nel 1973 esce L’Amerikano, che denuncia l’appoggio dato dagli U.S.A. ai regimi autoritari del Sudamerica. Il film fu sceneggiato da Franco Solinas, ispiratosi alla vicenda di Anthony Dan Mitrione, ex capo della polizia di Richmond divenuto per conto della C.I.A. “consigliere” U.S.A. di varie polizie sudamericane, il quale venne rapito e ucciso dai guerriglieri in Uruguay. Le riprese si svolsero nel Cile socialista di Allende, poco prima del colpo di Stato di Pinochet, appoggiato anch’esso dal governo di Washington. Del 1975 è L’affare della Sezione Speciale, incentrato sui processi del governo di Vichy.

Missing – Scomparso (1982) è ambientato nel Cile subito dopo il colpo di Stato di Pinochet. Charles Horman è un giornalista americano che scompare misteriosamente, suo padre (interpretato da Jack Lemmon) e sua moglie (Sissy Spacek) cercheranno di scoprire cosa gli sia successo. La colonna sonora del film è del musicista greco Vangelis. Il regista ottiene un nuovo grande successo nel 1989 con il film Music Box – Prova d’accusa (interpretato da Jessica Lange), pellicola che racconta il rapporto tra un ex criminale di guerra nazista ungherese che vive negli Stati Uniti e la figlia avvocato che prima lo difende e lo fa assolvere credendolo innocente, e poi scopre la verità. Nel 2008 il Reykjavík International Film Festival gli conferisce il Premio alla carriera; nel 2013 riceve il Premio Magritte onorario. Nel 2016 riceve al trentaquattresimo Torino Film Festival il Premio Maria Adriana Prolo alla carriera”.

Saluti comunisti

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E il capo del Mes sconsigliò il regista: “Non fare il film”

(di Alessandro Bonetti – Il Fatto Quotidiano)

Le trattative del Consiglio europeo sul Recovery Fund sembrano aver portato a un compromesso fra i Paesi del Nord e quelli del Mediterraneo. Ma non sempre in Europa le cose sono andate così, anzi spesso sono andate al contrario. Ogni compromesso possibile veniva sabotato da chi voleva imporre misure di austerità sui Paesi più deboli, come nel 2015, quando la Grecia fu costretta – di nuovo – ad accettare un memorandum che l’avrebbe obbligata a nuovi tagli e aumenti delle tasse.

Allora le discussioni si tennero all’Eurogruppo, vale a dire l’organo informale – ma decisivo – che riunisce i ministri delle Finanze dell’Eurozona: il protagonista di quei summit era l’economista Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze del governo greco guidato da Alexis Tsipras, insediatosi proprio all’inizio dell’anno. Sappiamo tutti come finì: Tsipras convocò a luglio un referendum in cui vinse la sua linea anti-austerità, ma pochi giorni dopo accettò le condizioni dell’Eurogruppo. Varoufakis si dimise per protesta. La Grecia finì di nuovo commissariata.

Quella storia è stata raccontata dal grande regista greco Costa-Gavras nel film Adults in the room (Adulti nella stanza), ispirato all’omonimo libro di Varoufakis e finanziato dallo Stato greco. Una coproduzione greco-francese, la pellicola è stata presentata fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto gli onori della stampa.

Costa-Gavras non è nuovo a opere in cui critica ferocemente i potenti, come quando vinse l’Oscar come miglior film straniero nel 1970 con Z – L’orgia del potere. Ma questa volta ha dovuto affrontare l’opposizione di alcuni dei protagonisti stessi della storia che avrebbe raccontato. Come raccontato di recente da German Foreign Policy, l’élite politica tedesca si sarebbe mossa per ostacolare direttamente la realizzazione del film. In particolare, si parla di un episodio già riportato dai media greci a febbraio, ossia l’incontro fra Klaus Regling, il direttore tedesco del famigerato fondo “salva-Stati” Mes, e il regista.

In una cena a Parigi, Regling avrebbe chiesto a Costa-Gravas di abbandonare il suo lavoro, in quanto il racconto di Varoufakis da cui traeva ispirazione era in gran parte errato. Ma il regista stupì il suo interlocutore dicendo che aveva potuto verificare la veridicità delle parole dell’ex ministro greco ascoltando le registrazioni degli incontri dell’Eurogruppo fatte in segreto da Varoufakis stesso (quelle stesse registrazioni poi messe in rete alcuni mesi fa).

Possiamo immaginare che il direttore del Mes sia rimasto di stucco. Ma ancor più saranno rimasti irritati quelli che, come l’ex ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, escono a pezzi dalla narrazione della pellicola. Proprio Schäuble nel film dice: “Non si può permettere alle elezioni di cambiare le politiche economiche”. Al che Varoufakis risponde: “A che servono allora le elezioni?”. In questo breve scambio c’è tutto il dramma politico dell’eurocrisi raccontata da Costa-Gavras.

Dopo la bella accoglienza al Festival di Venezia dell’anno scorso, il film è stato distribuito in Francia, Belgio, Cipro, Grecia, Portogallo, Spagna e Svezia e, fuori dall’Europa, in Argentina. In Germania, invece, il lavoro del grande regista greco non è uscito nelle sale. “Di fatto ne è stato imposto un boicottaggio informale”, riporta German Foreign Policy. E questo nonostante Ulrich Tukur, uno degli attori tedeschi più famosi, interpreti nel film proprio il ministro Schäuble.

Nessun distributore cinematografico tedesco ha voluto la pellicola di Costa-Gavras, la prima girata in Grecia dal regista, forse proprio per le pressioni politiche o per gli argomenti trattati, che mettono in luce il vero comportamento della Germania nel 2015. Sta di fatto che il film non è stato mai doppiato in tedesco e “in una delle poche recensioni tedesche è stato descritto come incondizionatamente soggettivo”. E non finisce qui. I maggiori media tedeschi, “in occasione della prima del film, ne avevano parlato in modo dispregiativo etichettandolo come un programma televisivo per il tempo libero”.

Neanche in Italia, però, la pellicola è stata proiettata nelle sale, nonostante sia stata presentata per la prima volta proprio a Venezia. Nessun distributore italiano ha acquistato i diritti del film. Il fatto ha dell’incredibile. Non si parla infatti dell’opera prima di uno sconosciuto regista, ma del lavoro di un premio Oscar e con al centro un tema di primaria importanza nella discussione politica italiana.

Il messaggio del film di Costa-Gavras è chiaro: l’austerità, i ricatti e la rigidità dei più forti hanno provocato un’enorme tragedia umana. Lo spettatore è trascinato negli interminabili negoziati dell’Eurogruppo, in cui non si avanza mai di un centimetro, perché i tedeschi e i loro alleati non sono inclini a compromessi. In un periodo delicato per il futuro dell’Unione europea e dell’Eurozona, questo film arriva come un fulmine. L’immagine ha una potenza molto maggiore della parola scritta. Forse proprio per questo è così difficile riuscire a vedere Adults in the room.

27 LUGLIO 2020

LA DITTATURA MASSOCAPITALISTA COLPISCE ANCHE I FILM DI COSTA-GAVRASultima modifica: 2020-07-30T06:39:42+02:00da iskra2010
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