Per l’atlantica Barbara Balzerani, Marx e Engels, essendo contrari alla politica e alla pratica terroristica, erano come Togliatti e il P.C.I. dei reazionari

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La ragnatela anticomunista USA/NATO e anti Costituzione è sempre al lavoro nei momenti di crisi del capitale, come nei decenni passati.

(prima parte)

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

leggendo il testo dell’intervista a Barbara Balzerani notiamo subito che l’obiettivo principale dell’intervista è far passare il concetto dell’illegalità come prassi politica delle masse popolari. Infatti le parole illegalità, illegale e illegali vengono ribadite ben 5 volte dalla terrorista. La Balzerani si definisce comunista e afferma di praticare il materialismo storico-dialettico come metodo di analisi. Vediamo se quello che afferma corrisponde al vero, partendo dal concetto di legalità in Engels, fondatore con Marx del materialismo storico-dialettico, e come la legalità si coniuga con la lotta di classe nei paesi dell’Occidente a capitalismo avanzato.

Dalla prefazione del 1894 di Friedrich  Engels al libro di Karl Marx Le Lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 (ristampa dalla NUE RHEINISCHE ZEITUNG – Amburgo 1850 – Feltrinelli Reprint):

“L’ironia della storia mondiale capovolge ogni cosa. Noi i ‘rivoluzionari’, i ‘sovversivi’, noi caviamo ben maggior profitto dai mezzi legali che dagli illegali e dalle vie di fatto. I partiti dell’ordine, com’essi si chiamano, trovano il loro abisso in quello stesso ordinamento legale, che si son dati. Ridotti alla disperazione, gridano con Odilon Barrot: La legalité nous tue, la legalità è la nostra morte; la legalità, che invece a noi tende i muscoli e ravviva il sangue, quasi promettitrice di vita eterna. E se noi non commetteremo l’insigne follia di lasciarci trascinare in una guerra nelle strade per dar loro piacere, non rimarrà ad essi da ultimo che spezzare colle proprie mani questa legalità loro così fatale”.

Portare il proletariato verso pratiche criminali, tipiche dei massocapitalisti, azzera il potenziale rivoluzionario della classe. Sono i massocapitalisti che hanno un bisogno spasmodico, per sopravvivere come classe, della illegalità per ricattare, corrompere, assassinare, complottare.

Le teorie antimarxiste della Balzerani sono riconducibili a quelle elaborate da uno dei massimi vertici dell’eversione atlantica circolante sul pianeta: Toni Negri.

Vediamo cosa dice sull’illegalità il teorico anticomunista di Padova nello scritto Il Dominio e il sabotaggio, dove afferma:

«Nulla rivela a tal punto l’enorme storica positività dell’autovalorizzazione operaia, nulla più del sabotaggio. Nulla più di quest’attività di franco tiratore, di sabotatore, di assenteista, di deviante, di criminale che mi trovo a vivere. Immediatamente risento il calore della comunità operaia e proletaria, tutte le volte che mi calo il passamontagna…»

e conclude il paragrafo sentendo il bisogno di chiarire (come se ce ne fosse bisogno) che occorre insistere sul fatto che

«… la connessione autovalorizzazione-sabotaggio, ed il suo reciproco, non ci permette di aver nulla a che fare con il socialismo con la sua tradizione, tanto più con il riformismo e l’eurocomunismo. Scherzando sarebbe proprio il caso di dire che siamo un’altra razza».

Per comprendere con più profondità il contesto e le valutazioni sul terrorismo da parte dei due grandi scienziati sociali riprendiamo lo scontro tra Karl Marx e i Feniani irlandesi membri dell’Irish Republican Brotherhood (Fratellanza repubblicana irlandese), avvenuto nel settembre del 1867, a causa di una loro azione che fece saltare il muro della prigione di Clerkenwell a Londra nel tentativo di liberare un membro della loro organizzazione. L’atto terroristico, oltre a non liberare il prigioniero, fece crollare un vicino caseggiato abitato da famiglie di operai, provocando dodici vittime proletarie e un centinaio di feriti.

In quel periodo Marx ed Engels con altri rivoluzionari sostenevano la causa dell’indipendenza irlandese, perché la consideravano una condizione fondamentale per rompere i legami egemonici tra la classe operaia in Gran Bretagna e la propria imperiale borghesia, che utilizzava lo sfruttamento del popolo irlandese per dare briciole ai lavoratori inglesi, utili per dar loro l’illusione di essere dei privilegiati e separarli dai loro compagni irlandesi.

In una lettera a Engels, Marx scriveva a proposito di quell’azione:

L’ultima impresa dei Feniani a Clerkenwell è una cosa del tutto stupida. Le masse londinesi, che hanno dimostrato una grande simpatia per la causa irlandese, ne saranno furiose, e ciò le condurrà direttamente nelle braccia del partito al governo. Non ci si può aspettare che i proletari di Londra accettino di farsi massacrare a beneficio degli emissari feniani. Le segrete cospirazioni melodrammatiche di tale genere sono, in generale, più o meno destinate al fallimento (K. Marx e F. Engels. Ireland and the Irish question. Mosca, 1971, p. 150).

Con questa breve citazione di Marx si riassumono due dei principali motivi politici per i quali i comunisti hanno sempre rigettato e combattuto il terrorismo: il primo è che si sostituiscono le azioni di massa autorganizzate della classe operaia con le cospirazioni promosse dalle autoproclamatesi élite; il secondo motivo è che le azioni terroristiche hanno prodotto come risultato quello di mettere sullo stesso piano i valori e le pratiche borghesi con quelli del proletariato, togliendo quindi nei fatti, quella necessaria indipendenza alla classe operaia, faticosamente conquistata con dure lotte teoriche e politiche, consegnando la classe proletaria nelle mani dei massocapitalisti, dei loro governi e dei loro apparati spionistici e repressivi.

Il proletariato se vuole diventare e rimanere classe egemone deve muoversi su un piano superiore e fare della giustizia e della legalità non delle parole vuote ma uno dei presupposti della sua politica di umanizzazione dei rapporti sociali. Un esempio di questo percorso lo troviamo nella nostra Costituzione del 1948 che non prevede la pena di morte.

Il superamento della pena di morte è avvenuto, grazie ai comunisti, durante la discussione nelle formazioni partigiane, in piena lotta di Liberazione dal nazifascismo, dove i partigiani vedevano tutti i giorni l’applicazione di quella pena. Ma nella nuova società per cui combattevano non volevano certamente continuare quelle pratiche nate da obiettive necessità e da una totale mancanza di libertà democratiche.

Non era quella la condizione oggettiva dell’Italia degli anni Settanta.

C’era bisogno di reintrodurre la pena di morte? Perché i terroristi di ogni colore hanno fatto questo!

Un’altra cosa che si evince dalla lettura dell’intervista sono le falsificazioni storiche e la contrapposizione frontale con il P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer accusato di tutto e di più, come nel caso dell’amnistia ai fascisti, proposta da Togliatti quando era al governo, che avrebbe dovuto essere applicata solo per i reati meno gravi, ben sapendo che il fascismo aveva avuto un seguito di massa e che bisognava recuperare quella parte proletaria di popolo.

Pene ben diverse aveva previsto Togliatti per coloro che si erano macchiati di eccidi e reati contro l’umanità. L’amnistia applicata in modo deleterio, come l’abbiamo conosciuta, è frutto dell’espulsione dei comunisti dal governo nel 1947, è opera della Dc e dei suoi alleati internazionali e nazionali, con la Confindustria in testa. E la strage di Portella della Ginestra fu il segnale politico inequivocabile per De Gasperi di espellere i comunisti.

Quindi tacciare Togliatti e il P.C.I. di essere un dirigente e un Partito su posizioni reazionarie è un madornale errore, se si è in buona fede e non si conoscono i fatti della storia, altrimenti si è agenti dell’imperialismo e si sposa con la vulgata che la nostra Costituzione è borghese e quindi va rifiutata. Un rifiuto condiviso con la destra più estrema che sosteneva la Costituzione fosse troppo comunista, un utilizzo delle posizioni più estreme, ma convergenti, che fu elaborato nel famoso convegno all’Hotel Parco dei Principi nel 1965 dove fu discussa la strategia anticomunista di infiltrazione a sinistra, con relatori come Renato Mieli, padre di quel Paolo che oggi controlla Rai Storia da cui propaganda revisionismo anticomunista a manciate.

Saluti comunisti

Foto di copertina di Maria Lysenko

Per l’atlantica Barbara Balzerani, Marx e Engels, essendo contrari alla politica e alla pratica terroristica, erano come Togliatti e il P.C.I. dei reazionariultima modifica: 2020-08-23T07:38:22+02:00da iskra2010
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