Quantz, Johann Joachim

 

 

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di Massimo Montella *

Da semplice figlio di un maniscalco a compositore di corte e amico personale di Federico II di Prussia.- Questa è la storia di uno dei più, se non il più bravo flautista del suo tempo.

Nacque a Oberscheden, in Bassa Sassonia il 30 gennaio 1697 come Hanss Joachim, che divenne poi Johann Joachim. A cinque anni perse la madre, a dieci il padre e con la matrigna andò a vivere dallo zio Justus musicista nell’orchestra di Merseburg. e qui cominciò a studiare musica. Dopo qualche mese morì anche lo zio, ma non si perse d’animo e Keisenwetter, musicista che succedette allo zio, gli diede lezione di diversi strumenti, tranne flauto. Nel 1713 finì gli studi e nel 1714 ottenne un incarico provvisorio come musicista a Radeberg dove un violento temporale si abbattè sulla città radendola al suolo salvando solo la casa parrocchiale. Johann andò a Pirna da un musicista e vide delle composizioni di Vivaldi che divennero, con quelle di Telemann i suoi primi modelli. Nel 1716 entrò nell’orchestra comunale di Dresda, città al momento faro delle arti. Per quattro mesi nel 1718, dopo che divenne oboista nella cappella reale di Augusto II di Varsavia, studiò flauto da P.G. Buffardin, prese lezioni da Pisendel (l’organizzatore dello scherzo a Veracini e amico di Telemann) ed ecco le prime lacunose composizioni per flauto. Per colmare le lacune studiò da J.D.Zelenka e J.J.Fux. Per l’incoronazione di Carlo VI Re di Boemia Fux compose Costanza e Fortezza e cento tra cantanti e strumentisti si ritrovarono a Praga nel 1723 ed anche il nostro Johann vi si recò con S.L.Weiss, virtuoso liutista e con C.H.Graun, famoso cantante. Ascoltò Tartini suonare il violino (colui che si ritirò ad Ancona a studiare dopo aver ascoltato Veracini suonare) e trovò il suo stile privo di fascino. Nel 1724 andò a Roma dal Maestro F.Gasparini, studiò contrappunto e composizione. Nel 1725 si recò a Napoli e conobbe il musicista Alessandro Scarlatti, padre di Domenico, grazie al suo allievo e compatriota J.A.Hasse. Scarlatti era scettico sulle qualità degli strumenti a fiato ritenendoli imperfetti, si ricredette ascoltando Quantz. Johann però dovette fuggire da Napoli a causa di una relazione amorosa che gli fece rischiare la vita e prima di tornare a Dresda si fermò in varie città italiane, tra cui Venezia, dove conobbe musicisti come N. Porpora, L. Vinci e Antonio Vivaldi. Deviò per Parigi e a Ferragosto del 1726 fu all’Opéra. Insoddisfatto musicalmente dall’orchestra qui fece la prima variazione al flauto aggiungendovi un secondo tasto e inventando un congegno mobile di accordatura. Altra deviazione a Londra dove l’Opera House era diretta da G.F. Haendel con splendidi cantanti italiani e ottimi musicisti tedeschi. Ricevette molte proposte per rimanere, ma il 23 luglio del 1727, fedele alla parola data, fu a Dresda con l’incarico di flautista solo della Cappella Reale. Diventò insegnante di flauto del Principe Federico, gli raddoppiarono il compenso e si trasferì a Berlino quando Federico divenne Re di Prussia.Con Anna Schindler, vedova di un musicista, pubblicò le prime sonate per flauto e sempre con lei dopo che si sposò nel 1737 aprì una manifattura di flauti costruiti nel modo da lui suggerito, che gli permise di riscuotere un notevole successo, tanto che J.S. Bach e Telemann sapendo di questi strumenti, adattarono alcune loro composizioni alle nuove possibilità tecniche. Quantz, già insegnante, assunse l’incarico di compositore di corte e musicista da camera. Supportò Federico II, flautista dilettante, nei concerti che teneva per un pubblico selezionato e solo lui poté permettersi di criticare, in privato, il Re. Quantz scrisse oltre a diversi trattati per flauto, più di 300 concerti per flauto e orchestra e 200 brani per flauto solo, la maggior parte manoscritta rimase per lungo tempo negli archivi del Re di Prussia e sconosciuta al pubblico. Morì a Potsdam il 13 luglio 1773.

Su YouTube® entrate in questo sito http://www.youtube.com/watch?v=kau2fQ1funk . Rimarrete colpiti dalla bellezza e freschezza di questo Allegro del Concerto in sol maggiore suonato stupendamente da James Galway.

 

* Consigliere di Ecopolis 

 

 

Quantz, Johann Joachimultima modifica: 2011-11-27T10:04:00+00:00da iskra2010
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