Perché non voto più questa sinistra

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

(Riflessioni di un giovane militante Comunista)

di Gianluca Ardolino *

Non voto più e non milito più in questa sinistra italiana perché non voglio essere complice della presa per i fondelli che continua dal 1991, anno del golpe interno al P.C.I. dall’allora gruppo dirigente di cui facevano parte tra gli altri l’allora segretario generale Achille Occhetto, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Piero Fassino, Fabio Mussi e Livia Turco, solo per citare i più conosciuti dalle cronache, dall’area migliorista di Napolitano e da quella Cossuttiana, fino alla sinistra interna capitanata da Pietro Ingrao, tutti personaggi che hanno consegnato il più grande Partito Comunista d’Occidente al grande capitale finanziario internazionale, trasformandolo nel partito punto di riferimento del Nuovo Ordine Mondiale, si vedano le dichiarazioni pubbliche di Matteo Renzi alla direzione nazionale del PD e del suo burattinaio Giorgio Napolitano in Parlamento.

I personaggi citati hanno la grave colpa di aver annientato la sinistra Italiana sia politica che sindacale e nessuna operazione trasformista gli potrà mai far trovare una verginità politica, essendo costoro gli esecutori della spaccatura in due tronconi del Partito Comunista Italiano (Partito della Rifondazione Comunista e Partito Democratico della Sinistra) prevista dal Piano di Rinascita democratica della loggia massonica P2 di Licio Gelli.

Non voto più questa sinistra e non milito più in Rifondazione comunista perché se si è comunisti ci si pone in opposizione netta e ferma nei confronti del Partito Democratico, non partecipando insieme a tale pseudo partito neanche a manifestazioni strumentalmente antifasciste, ricordandosi sempre l’atto di demolizione che questi signori hanno compiuto contro la Costituzione – con la contro riforma presidenzialista, antidemocratica e autoritaria, di stampo totalitario, proposta e respinta a furor di popolo la sera del 4 Dicembre 2016 – e contro i diritti dei lavoratori e dell’intero proletariato, demolendo lo Statuto dei lavoratori e stravolgendo l’articolo 18, chiamando tale operazione fascista e reazionaria con il nome anglosassoneggiante e ipocrita di Jobs Act, se si è comunisti ci si adopera per ricostruire il Partito Comunista Italiano di Antonio Gramsci e di Enrico Berlinguer, che questi signori hanno fatto morire e hanno pienamente tradito, salvo ricordarlo squallidamente in melensi film o in commemorazioni nauseanti.

Non milito più e non voto più per questa sinistra perché detesto vedere i suoi intellettuali di riferimento che una volta facevano finta di stare dalla parte dei lavoratori e del proletariato e oggi mostrano la loro vera natura di borghesi, figli di borghesi, vere olgettine del capitale.

Non voto più per questa sinistra e non milito più nel Partito della Rifondazione Comunista perché ho notato che i partiti comunisti attuali sono tutti espressione del capitalismo, avendo buttato a mare la verità storica del nostro paese.

Personalmente mi sento tradito dall’attuale sinistra italiana, perché essa per prima ha abiurato nei confronti dell’ideale del socialismo e del comunismo e del significato politico e storico che tali concetti hanno avuto nella realtà italiana.

Invito, avendo preso coscienza di questo aspetto, tutti i compagni che militano ancora in tali organizzazioni a abbandonare immediatamente la baracca e unirsi all’opera di ricostruzione del P.C.I., operazione politica che stiamo portando avanti con le Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer, per ristabilire finalmente la verità sulla demolizione del Partito Comunista per poter riprendere il cammino interrotto nel 1989 alla Bolognina.

Compagni e compagne, è arrivato il momento di riprenderci il nostro Partito, ne va del rispetto dei tanti comunisti che hanno creduto e lottato una vita nel P.C.I.

Ritengo che la Sinistra politica e sindacale europea odierna sia responsabile del tradimento della rivoluzione comunista, il più grande tradimento avvenuto nel corso del Novecento fino ai giorni nostri; di questo tema gli storici attuali e futuri devono parlare e indagare sulla verità e sulle reali cause di questa tragedia, mettendo sotto accusa tutta la classe dirigente della sinistra dei paesi revisionisti dell’Est e dell’Occidente, che dagli anni ’60 lungo tutto l’arco dei ’70-’80 e ’90 si è venduta totalmente ai signori della grande finanza angloamericana, tradendo spudoratamente Marx, Lenin e Stalin e sposando Nietzsche e Trockij e così facendo ha letteralmente rubato il futuro e il presente alle nuove generazioni, imponendo a queste il dogma della fine della storia e l’assordante ritornello scandito a ripetizione dalla gran cassa del mainstream che il comunismo è morto e il mondo per, qualche misterioso motivo, non si può cambiare. Una falsità che è sotto gli occhi di tutti poiché questa società capitalista nella quale viviamo, è altamente sclerotica, produce continue e drammatiche crisi e instabilità socio economiche che mi portano a pensare che sia programmata per condurre l’umanità all’autodistruzione.

Io penso però che i ragazzi e le ragazze delle nuove generazioni proletarie o dei ceti proletarizzati, sono molto più coscienti della realtà materiale nella quale vivono quotidianamente, rispetto ai militanti e agli elettori di questa finta sinistra. Quel che manca è l’organizzazione, il lavoro politico e culturale di ricostruzione di un partito capace di consegnare gli strumenti teorici e pratici per una critica a 360 gradi del sistema capitalista, insieme a un impianto ideologico e valoriale totalmente alternativo a quello della classe dominante, che solo un serio e credibile Partito Comunista può mettere a disposizione attraverso la potente arma del socialismo scientifico e della teoria marxista-leninista.

Ragazzi, per ultimo vi invito a non credere alla favola che la realtà non si può trasformare, iniziate a non fermarvi alle apparenze, rendetevi conto che quel che abbiamo attorno, il meccanismo enorme in cui viviamo chiamato capitalismo, è solamente una realtà costruita dalla classe che ha il potere, ossia la grande borghesia, che ha come unico dio il denaro e come religione il profitto attraverso di questo. Basta prenderne coscienza e dotarsi dell’arma più potente che abbiamo che è la conoscenza, attraverso lo studio e la critica generale dell’esistente, riscoprendo i testi dei padri del socialismo, Marx, Engels, Lenin, leggendoli come ottima e puntuale chiave di interpretazione della grande Matrix in cui viviamo e attraverso essi rimboccarci le maniche per ricostruire il Partito e preparare le condizioni effettive per fare la rivoluzione in Occidente, nel punto più avanzato del capitalismo, per far avanzare il Socialismo-Comunismo.

Non abbattetevi mai, lottiamo tutti insieme, riorganizzandoci, mobilitandoci e studiando, perché siamo noi giovani il futuro del mondo.

* Sezione comunista Gramsci-Berlinguer di Grosseto, per la ricostruzione del P.C.I.

Perché non voto più questa sinistraultima modifica: 2018-02-12T05:41:29+00:00da iskra2010
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