Dens dŏlens 260 – Ferrero e il triangolo rosso

di MOWA

È di pochi giorni fa la notizia della partecipazione del segretario uscente del PRC (Partito della Rifondazione Comunista), Paolo Ferrero, alla trasmissione televisiva del TG3 Linea Notte (27 marzo 2017). Appuntata all’occhiello della giacca bleu saturo del segretario c’era una “singolare” spilla: un vistoso triangolo equilatero rosso.

Non vogliamo parlare volutamente della sua ennesima dichiarazione di “essere protestante” (infatti è valdese), anche se ci sarebbe molto da dire nel merito come abbiamo in più occasioni fatto, ma soffermarci, bensì, su quella apparentemente “insignificante” spilla.

Una spilla che, per un attento protestante di rilievo come lui (e quindi, sicuramente, conoscitore dei significati nella storia dei segni/simboli), non può non avere un significato perché il triangolo aveva una delle punte rivolte verso l’alto. Che la spilla avesse quella disposizione porta a desumere ben altro e, probabilmente, il politico ha poche giustificazioni a proprio favore.

Un triangolo equilatero sappiamo tutti cosa sia. Sappiamo, anche, cosa gli uomini abbiano voluto rappresentare proprio con l’uso di determinati segni/simboli nel corso della storia e come li abbiano usati per far riconoscere la propria appartenenza a gruppi specifici (escludendone alcuni sconosciuti ai più) dando opportunità (e/o favori) a chi si identificava in tale poco palesato circuito.

Quindi, grande valenza interpretativa per una “semplice” spilla apposta ad una giacca.

Si badi bene che quella spilla nulla aveva a che vedere con quelle utilizzate nei campi di concentramento nazisti.

Quella dell’ANED italiana (con la punta rivolta verso il basso e con un’inscizione all’interno: IT) che, nello specifico indicava:

TRIANGOLO ROSSO: i prigionieri politici, nei confronti dei quali era stato emesso un mandato di arresto per motivi di sicurezza (Schutzhaft), per cui sui registri, questi deportati erano indicati come Schutz haftling.

Oppure quella riferita alle credenze religiose:

TRIANGOLO VIOLA: Il viola era attribuito agli studiosi delle Sacre scritture (Testimoni di Geova) o ai religiosi in genere, fatta eccezione per i sacerdoti polacchi.

Men che meno, la spilla, aveva a che fare, ad esempio, con quella del Cristianesimo nell’Adorazione della Trinità (o Pala di Ognissanti) rappresentata da Albrecht Dürer che evidenziava il Triangolo con il vertice verso il basso nella sua interpretazione e costruzione dell’immagine della Trinità.

O a quella con la punta rivolta verso l’alto che sta a significare il Triangolo del Cristianesimo come Trinità o rappresentazione della natura Divina di Cristo perché più ebraica che valdese.

Le chiavi interpretative di un triangolo sono molteplici e tutte vanno verso scopi e/o fini diversi.

Infatti, qualcuno sostiene, anche, che:

Dentro questo simbolo religioso troviamo infatti sovente rappresentato un occhio, (l’occhio di Dio). Esistono però due tipi di triangolo equilatero:

1- triangolo equilatero con il vertice in alto che in alchimia è il simbolo del fuoco il cui colore è il rosso. E’ simbolo della vitalità di Mercurio ermafrodito. Mercurio è ermafrodito perché ha raggiunto l’unità degli opposti, è chiamato anche psicopompo degli dei, ossia portatore della volontà e dell’amore divino che procede dal Creatore verso ciò che ha creato, il cui colore simbolico è sempre il Rosso che infatti nella circonferenza cromatica sta nel vertice del triangolo dei colori primari, in alto nel punto di partenza del movimento vitale circolare. Il Rosso Mercurio con le ali ai piedi, portavoce del Dio e patrono dei ladri per meglio connotarne la doppia natura di questa figura della psiche materiale e spirituale che dovrebbe rappresentare la coscienza maschile, è contemporaneamente l’Animus della figura inconscia che appare nei sogni delle donne, nei sogni di entrambi i sessi appare spesso come colpo di vento o vortice d’aria e così sempre è stato rappresentato nei miti.

2- triangolo equilatero con il vertice in basso. In alchimia è il simbolo dell’acqua, simbolo classico del regno inconscio. Mentre con un trattino orizzontale è il simbolo della terra. (Madre di tutte le cose). Acqua e Terra sono entrambi simboli dell’Inconscio rappresentato da Venere ermafrodita, perché a sua volta ha raggiunto l’unità degli opposti, figura complementare femminile di Mercurio, corrispondente all’Anima nei sogni degli uomini, e la figura che dovrebbe essere integrata nella coscienza delle donne individuate, ed elemento trasformante della coscienza degli uomini, alla quale da sempre la mitologia ha attribuito il colore Verde che infatti nella circonferenza cromatica sta in basso come complementare del Rosso Mercurio.

Rimanendo, quindi, dentro la chiave interpretativa sappiamo che l’uso dei segni/simboli da parte di soggetti e movimenti politici non fu casuale. Infatti, i nazisti nel voler dare identificazione precisa ai prigionieri nei campi di concentramento, apponevano sugli abiti dei segni, che richiamavano (guarda caso!) la cultura di matrice esoterica di cui erano abbondantemente pregnati… partendo dalla stessa scelta della svastica.

Il triangolo equilatero lascia ben pochi dubbi ed evoca, dicevamo, uno dei peggiori nemici degli oppressi degli ultimi secoli e che aveva ed ha ben poco a che vedere con il comunismo.

Rappresentazione figurata di un potere forte risoluto con gli oppressi e con tutti coloro i quali vorrebbero (nei fatti e non a parole) una società fatta di eguali come si pronunciò Marx…

Un triangolo equilatero (a punta in sù) che fa, ulteriormente, rabbrividire a fronte del libro di Augusto Comba (professore di storia del Risorgimento all’università di Torino, direttore del ‘Bollettino della Società di Studi Valdesi’), Valdesi e massoneria. Due minoranze a confronto, e valdese egli stesso, in cui rivelava il forte “inquinamento” ideologico con altre “fratellanze” come, ad esempio, quella della loggia massonica “Excelsior”, Teofilo Pons, Giorgio Tron, Augusto Armand Hugon eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dal 1960 al 1961. Oppure, come Giordano Gamberini, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia tra il 1961 e il 1970, che si convertì al protestantesimo, per influenza di un massone milanese. O, ancora, Ernesto Ayassot, che, però, fece il percorso inverso…

Un triangolo equilatero che appare e scompare anche nei posti più impensati e che segnalammo tempo fa.

Come quello che comparve, ad esempio, sulla targa della sede più importante del Pd nazionale a Roma

Targa che fu rimossa e sostituita da un’altra poco dopo come dimostrato, anche, nelle riprese in studio, infatti, quella nuova compare dietro il segretario uscente del PRC Ferrero.

Dens dŏlens 260 – Ferrero e il triangolo rossoultima modifica: 2017-03-30T07:51:38+00:00da iskra2010
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