Dens dŏlens 259 – Massoni e Chiesa

di MOWA

Una ne fa e cento ne pensa il leggendario giornalista “un po’ filorusso” Giulietto Chiesa.

Questa volta, Giulietto Chiesa, ci ha sorpresi più di quando ha partecipato alla trasmissione de La gabbia di Gian Luigi Paragone, infatti è stato ripreso al tavolo di chi presiedeva un’iniziativa organizzata dal The Roosevelt Movement UK, alla London Metropolitan University, insieme al presidente e massone del Grande Oriente d’Italia Democratico, Gioele Magaldi.

Ben due ore e 42 minuti di insensati motivi a partecipare ci devono far riflettere su dove si voglia andare a parare visto che la massoneria si sta ulteriormente posizionando sul versante dei movimenti della contestazione al sistema capitalistico con una visione della storia, ovviamente borghese, fortemente rivisitata per non dire revisionisticamente deleteria per gli oppressi.

Si è rimasti sorpresi per lo spot pro-massoneria (e come non avrebbe potuto esserlo!) vista la presenza di Gioele Magaldi e della sua creatura movimentista, tutto ciò non avrebbe dovuto lasciare indifferente Giulietto Chiesa viste le continue castronerie sostenute dal maestro.

In particolar modo, Chiesa, avrebbe dovuto reagire sentendo il massone, in più occasioni, sostenere dei veri e propri ammiccaménti:

…nonostante la differenza di analisi potremmo trovare una sintesi accettabile, in termini di azione… E questo è molto importante…” (34′ 00”)

oppure,

…si ricorda che Giulietto Chiesa è stato comunista… lo è stato, come tanti, anche mio padre era stato comunista”… “io il comunismo non l’ho mai amato fin da ragazzo…” (37′ 40”)

e, ancora,

“…detto tutto questo, e quindi ci sono molte ragioni, per le quali (io credo), potremmo fare un bel pezzo di stada insieme, per costruire in qualche modo, senza prosopopee e senza (voglio dire) velleitarismi… ma occorre, invece, di frazionare unire le forze di tutti, nella prospettiva, facendo ognuno quello che può e quello che deve, di costruire un mondo più giusto…” (41’10”)

Cosa voleva intendere, Magaldi, con il pronunciamento che “occorre, invece, di frazionare unire le forze di tutti” visto il suo punto di vista lontano (ed ammesso) dai comunisti?

Sappiamo cosa produsse e quanti soggetti riuscì ad infinocchiare sulle prospettive il “concerto” suonato in sintonia tra Magaldi con il trotzkista Moreno Pasquinelli, di qualche tempo fa.

Tanto più quando il, volutamente e determinato confusionario massone, ascrive la più grande (quanto probabilmente il suo ego) panzana parlando di un Marx metafisico (57’45”), inoltre critica le analisi di Marx sulle rivoluzioni di quel periodo, dicendo che non erano borghesi ma interclassiste, la sua è proprio una “falsificazione storica” (54’18”) che non persuaderebbe nemmeno il più impreparato dei comunisti.

Senza contare che Gioele Magaldi, nella sua sciorinata profusione di complimenti pro-massonici, continuava ad intercalare un “diciamo” che, per modulazione della voce, ricordava moltissimo il baffetto Massimo D’Alema e lo rendeva ancor più antipatico di quel che empaticamente fosse.

Sentendo parlare Magaldi, possiamo affermare che Antonio Gramsci, sulla massoneria, avesse ragione, quando pronunciò il discorso alla Camera [16 maggio 1925] contro il disegno di legge Mussolini-Rocco:

…Che cos’è la massoneria? Voi avete detto molte parole sul significato spirituale, sulle correnti ideologiche che essa rappresenta, ecc.; ma tutte queste sono forme di espressione di cui voi vi servite solo per ingannarvi reciprocamente, sapendo di farlo.
La massoneria, dato il modo con cui si è costituita l’Italia in unità, data la debolezza iniziale della borghesia capitalistica italiana, la massoneria è stata l’unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo. Non bisogna dimenticare che poco meno che venti anni dopo l’entrata a Roma dei piemontesi, il Parlamento è stato sciolto e il corpo elettorale da circa 3 milioni di elettori è stato ridotto ad 800mila.
È stata questa la confessione esplicita da parte della borghesia di essere un’infima minoranza della popolazione, se dopo venti anni di unità essa è stata costretta a ricorrere ai mezzi più estremi di dittatura per mantenersi al potere, per schiacciare i suoi nemici di classe, che erano i nemici dello Stato unitario. …”

…la massoneria è la piccola bandiera che serve per far passare la mercé reazionaria antiproletaria! Non è la massoneria che vi importa? La massoneria diventerà un’ala del fascismo. La legge deve servire per gli operai e per i contadini, i quali comprenderanno ciò molto bene dall’applicazione che ne verrà fatta. A queste masse noi vogliamo dire che voi non riuscirete a soffocare le manifestazioni organizzative della loro vita di classe, perché contro di voi sta tutto lo sviluppo della società italiana…”

Ma, soprattutto, quanta poca memoria hanno alcuni comunisti, “un po’ filorussi” alla Giulietto Chiesa, ad accettare tali inviti da parte di massoni di così “alta levatura” come Gioele Magaldi (Gran Maestro)! Un Gioele Magaldi che appartiene ad un’organizzazione massonica che di democratico ha solo il nome e che prefigura una lotta senza quartiere contro i propri antagonisti naturali: i comunisti ed il comunismo. Un comunismo, oltretutto, osteggiato in tutti i modi dalle formazioni della massoborghesia perché, nella sua impostazione culturale, non accetta la logica della piramide dove un’èlite di uomini primeggia su altri uomini, riconoscendo, invece, una società, in cui gli esseri umani siano, veramente, tutti eguali …, e non nelle sole enunciazioni di principio come affermano le varie “fratellanze”.

Un mondo comunista, si diceva, come sviluppato negli studi storico-scientifici dai vari Marx, Engels, Lenin, Stalin, Gramsci, Togliatti… osteggiato nel tempo, più per discredito ideologico che per conoscenza, da diversi soggetti politici, nel tentativo di diffonderne una pessima immagine in tutte quelle realtà che stavano (e stanno) provando a realizzarlo.

Infatti (anche in quest’occasione), le due presenze all’iniziativa londinese (Magaldi – 1h 25’08” – Chiesa – 25’35”) erano accomunate nel discredito della Repubblica Popolare Cinese che sta tentando, tra mille difficoltà, di realizzare un modello ad indirizzo socialista. Un paese descritto da entrambi (anche se con diversa enfasi) come castrante delle libertà benché, per loro stessa ammissione, non lo conoscessero a fondo .

D’altronde, ad un giornalista che replica all’esponente della massoneria, Magaldi:

“…io alcune di queste questioni non ne ho conoscenza, non sono mica preparato. La mia conoscenza storica è molto limitata… Io non ho nulla da obiettare alla distinzione all’elogio della massoneria del secolo XVI-XVII. Non la conosco… ma le cose che più o meno so non contraddicono quello che dice Gioele Magaldi. Ma quella massoneria, di oggi, che abbiamo di fronte non ha nulla a che vedere con quella massoneria. Quelli che io considero padroni universali sono dei criminali intenzionali… (1h31’44”)

cosa si può dire?

Non sapeva, forse, il giornalista “un po’ filorusso” Giulietto Chiesa che Marx, Lenin, Gramsci… si pronunciarono duramente contro la massoneria perché antitetica al comunismo tanto da arrivare ad estromettere (cacciare!) alcuni membri dall’ Associazione internazionale dei lavoratori, membri come il gran maestro della massoneria Bakunin e Mazzini?

Ricordiamo che Marx, nella seduta della conferenza di Londra dell’Associazione internazionale dei lavoratori del 22 settembre 1871, indirizzando il discorso ai massoni Mazzini, Bakunin e al suo socio Neciaev, per i metodi settari e terroristico-cospirativi, affermava:

«Nei Paesi in cui la regolare organizzazione dell’Associazione internazionale è resa temporaneamente impossibile a causa dell’interferenza del governo, l’Associazione e i suoi gruppi locali possono essere ricostituiti sotto qualsiasi altro nome, ma le società segrete nel senso proprio della parola sono formalmente proibite».

Marx, poi, proseguiva nel ragionamento:

«…questo tipo di organizzazione è in contraddizione con lo sviluppo del movimento proletario, dato che queste associazioni (segrete), invece di educare i lavoratori, li assoggettano a leggi autoritarie e mistiche che ostacolano la loro autonomia e indirizzano la loro coscienza in una direzione sbagliata. Le società segrete violerebbero il carattere dell’Associazione internazionale dei lavoratori; di esse possono servirsi i carbonari; esse non servono gli interessi del movimento proletario».

Non suggerisce nulla, al giornalista “un po’ filorusso” Giulietto Chiesa, quanto scritto nel libro di Gioele Magaldi Massoni , l’appartenenza di Putin alla massoneria?

E, al leggendario “un po’ filorusso” Giulietto Chiesa non viene qualche dubbio, ascoltando la battuta rivoltagli da Magaldi (fatta, forse, per portarlo fuori pista visto che l’ex presidente dell’URSS apparteneva in qualità di presidente ad uno dei più importanti ed esclusivi think tank come il Centro Pio Manzù) “…sicuramente ho più simpatia per Gorbaciov, come te...” (1h25’36”)?

Non dicono nulla, al leggendario giornalistaun po’ filorussoGiulietto Chiesa, le parole di Gramsci che definiva i massoni “l’unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo” e che hanno come unico scopo quello di “…far passare la mercé reazionaria antiproletaria!”

E, per rimanere con Gramsci,in “Passato e Presente” quando sosteneva, anche,

…che è preferibile il briccone allo sciocco, perché col briccone si può venire a patti e fargli fare il galantuomo per tornaconto, ma allo sciocco… sequitur quodlibet.”

Si sottolinea che il The Roosevelt Movement UK, è quello a cui fa riferimento il Presidente Franklin Delano Roosevelt, presidente che assunse il comando delle forze armate statunitensi dopo l’attacco a Pearl Harbour, che fece la dichiarazione di guerra al Giappone l’8 dicembre 1941, che maturò il Progetto Manhattan che si concluse con il drastico sganciamento di due bombe atomiche contro i cittadini inermi di Hiroshima e Nagasaki da parte del suo successore, il neo presidente Truman.

Nello storytelling (narrazione) di Magaldi traspirava tanto di quel revisionismo storico che se ostinato qualcuno potrebbe essere convinto della bontà della massoneria invece di riconoscerne la pericolosità onde evitare che si formino suggestive ma, pur sempre fantasiose culture. Le narrazioni dei massoni sono un po’ come il caso di quello scolaro delle elementari (se non fosse stato ripreso dalla maestra), che, in una interrogazione di storia, ripeteva l’episodio di “Roma contro Cartilagine” e a cui l’insegnante, per stare al gioco sullo strafalcione dell’alunno, replicava con altrettanta ironia “Sì, nella famosa battaglia di Artrosi!”… Dopo, però, l’educatrice spiegò bene all’alunno cosa successe e non rimase l’equivoco storico-lessicale.

Dens dŏlens 259 – Massoni e Chiesaultima modifica: 2017-03-22T07:57:11+00:00da iskra2010
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